su Occhiali e LAC...

Riportiamo qui sotto alcune delle domande fatte dalle persone che nel tempo ci hanno contattato.
Noi le abbiamo poste ai medici e trascriviamo a fianco le loro risposte:

È corretto dire che esistono tre tipi principali di lenti: rigide, gas-permeabili e morbide?

Direi di no! Una classificazione corretta dei materiali per lenti a contatto evidenzia tre tipologie differenti:

  • Duri RGP (rigidi e gas-permeabili)
  • Morbidi (o flessibili)
  • Ibridi

Per rigida si identifica la lente prodotta in materiale pMMA, attualmente poco utilizzata in quanto non permette il passaggio d'ossigeno. Da gli anni settanta ad oggi sono stati inseriti sul mercato i materiali gas-permeabili che garantiscono una buona tollerabilità ed il passaggio d'ossigeno attraverso il materiale senza alterare il metabolismo corneale.

Morbidi o flessibili suddivisi a sua volta in Idrogel (a bassa o alta idrofilia, maggiore o minore del 55%), elastomeri o biopolimeri. La ricerca e l'innovazione scientifica continuano ad essere gli elementi caratterizzanti della contattologia mordida dove l'obiettivo principale risulta essere la trasmissione di ossigeno alla cornea ed una minor tendenza alla disidratazione.
Attualmente il silicone hydrogel, il glicerolo metacrilato e la fosforilcolina sono i materiali per eccellenza nella produzione flessibile.

Gli Ibridi sono materiali dove la parte centrale è simile ad una rigida gas-permeabile e la parte periferica ad una morbida.

Quali sono più adatte per un cheratocono alle fasi iniziali? E nelle fasi successive?

Nei cheratoconi iniziali la compensazione con lenti a contatto può essere fatta anche con morbide con un valori alti di DK (trasmissibilità dell'ossigeno attraverso il materiale), anche se le lenti RGP sono sempre da considerarsi la prima scelta.

Nelle fasi evolutive avanzate le RGP e le ibride sono da preferirsi.

Cosa sono le lenti toriche e le lenti a doppia toricità e in che particolari condizioni sono indicate?

Le lenti toriche presentano una curvatura differenziata sui meridiani principali e vengono utilizzate in presenza di astigmatismi o irregolarità corneali.

Le bitoriche vengono utilizzate in presenza di astigmatismi residui elevati.

Quali sono i parametri/esami necessari perché si possa scegliere la lente giusta in un caso di cheratocono?

Il protocollo applicativo prevede una batteria di esami per conoscere il difetto refrattivo, la topografia per conoscere i parametri di curvatura corneale, la forma, le dimensioni del cono; una valutazione attenta del film lacrimale sotto l'aspetto quantitativo e qualitativo.

Ci sono particolari cautele nell'uso di lenti in persone con diabete? Iper o ipotiroidismo? Allergie?

È possibile l'applicazione di LAC in soggetti affetti da diabete ed iper o ipotiroidismo solo dopo una valutazione oftalmologica attenta.

Nei soggetti allergici una valutazione scrupolosa del film lacrimale permette di scegliere la lente con il materiale più idoneo.
Una manutenzione specifica ed un porto programmato permettono un utilizzo in sicurezza.

Manutenzione e cura delle lenti (liquidi, sostituzione dei contenitori, ecc.)

La manutenzione risulta importantissima ed è strettamente correlata alla tipologia del materiale della lente, al film lacrimale ed alle modalità di utilizzo.

Il contenitore spesso viene dimenticato dal portatore pensando che la pulizia della lente sia tutto, invece questo può essere ricettacolo di batteri.
La sostituzione programmata dei contenitori è molto importante infatti da qualche anno le migliori aziende produttrici di liquidi forniscono nella confezione di vendita un contenitore da sostituirsi al finirsi del prodotto.

L'ottico che fornisce una LAC gas-permeabile è obbligato a rilasciare il certificato di conformità della lente stessa?

Si, l'ottico o il contattologo è tenuto a rilasciare il certificato di conformità delle lenti.