Sosteniamo FBOV per l'acquisto di uno strumento per la diagnosi precoce e monitoraggio del cheratocono

In occasione della distribuzione dei contributi del 5x1000 relativi all'anno 2015-2016 (da noi ricevuti nel 2017-2018) vi comunichiamo che A.I.CHE. ha erogato la somma di 10.000 euro a favore di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto per l'acquisto di uno strumento per la diagnosi precoce e monitoraggio del cheratocono.

Epidemiologia del cheratocono

Il cheratocono non è una malattia acuta, non guarisce spontaneamente e non modifica l’aspettativa di vita delle persone affette. I dati di letteratura, indicano un’incidenza di 2/100.000 (2 casi ogni 100.000 nuovi nati/anno), e una prevalenza da 50 a 2.300/100.000, a seconda delle popolazioni studiate.

Probabilmente la reale incidenza del cheratocono è maggiore di quella riportata. Ad esempio, non si può escludere che numerosi casi di cheratocono frusto (alterazioni minime e non progressive) e/o monolaterale sfuggano alla diagnosi, se la persona interessata non viene sottoposta ad esami strumentali adeguati (topografia, studio della pachimetria corneale).

Diagnosi precoce e monitoraggio

La diagnosi di cheratocono attualmente si basa, oltre che sull’osservazione e l’anamnesi, sull’esecuzione, anche ripetuta nel tempo, di due esami fondamentali: la topografia corneale e la tomografia.

La diagnosi precoce, e l’individuazione delle forme progressive, rispetto alle forme stazionarie, oggi assume un particolare significato, in considerazione dell’avvento del crosslinking, un trattamento che arresta o rallenta la patologia corneale in molti pazienti.

Riuscire quindi a distinguere le forme progressive dalle forme stazionarie di cheratocono rappresenta quindi una tappa fondamentale nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti.

Non disponendo di esami sicuramente predittivi dell’evoluzione del cheratocono, occorre mettere insieme vari parametri e verificarli nel tempo, tenendo presente che l’eventuale trattamento di crosslinking va eseguito il prima possibile, nelle forme evolutive, e su cornee che abbiano una pachimetria minima superiore a 400 micron, per poter eseguire il trattamento in condizioni di sicurezza.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’individuazione, nei pazienti affetti da cheratocono, di eventuali commorbidità, come ad esempio il glaucoma, che viene sospettato in presenza di un tono intraoculare elevato.

Poiché nel cheratocono la pachimetria corneale è alterata, la determinazione della pressione intraoculare è talvolta difficile, con strumenti convenzionali.

Uno strumento che possa essere di ausilio nel valutare le proprietà biomeccaniche della cornea risulta di aiuto, in un Centro Clinico come quello di Fondazione, dove si assistono molti pazienti affetti da problemi corneali.

Fondazione, pertanto, si propone di acquisire uno strumento di ultima generazione, capace di valutare contemporaneamente la risposta biomeccanica della cornea, la tonometria (corretta per pachimetria), e la pachimetria.

Lo strumento (Corvis® ST) registra la risposta della cornea a impulse localizzati di aria, utilizzando una tecnica high-speed Scheimpflug-camera che acquisisce 4.300 immagini al secondo.

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